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Ma cos’è “perlascena”?

“perlascena” è una rivista online (che non viene stampata quindi, ma semplicemente diffusa in formato PDF), gratuita (la si può ottenere abbonandosi senza nessun costo) per la diffusione di testi originali per il teatro.

Come faccio ad abbonarmi?

Per abbonarsi è sufficiente compilare l’apposito form indicando un indirizzo e-mail valido (i PDF dei numeri usciti sono infatti inviati per posta elettronica e non scaricabili on-line).

Ma io sono già abbonato tramite twitter e facebook!

No, se ci segui sui social network ma non hai lasciato la tua mail sul sito iscrivendoti, non riceverai mai la nostra rivista ma sarai solo aggiornato sulle nostre iniziative.

Sì ma dentro la rivista cosa ci trovo?

In una parola: drammaturgia. Testi per il teatro di varia lunghezza e su vari temi, raccolti in rubriche. Ogni testo riporta una breve scheda con i riferimenti dell’autore e la modalità di tutela del testo stesso (S.I.A.E. piuttosto che Creative Commons, vedi specifica domanda per maggiori dettagli) oltre ad  un breve elenco di eventuali riconoscimenti che il testo ha già ottenuto qualora non sia del tutto inedito. Da sottolineare che nella rivista non saranno mai riportate critiche dei testi selezionati, la redazione è composta da autori e per politica non sarà mai inserita nessuna critica ai testi.

Ma a chi serve una rivista così?

Il nostro obiettivo è quello di dare una possibilità in più da un lato a chi scrive per il teatro di poter essere letto, e quindi rappresentato, e dall’altro a chi il teatro lo fa (attori, registi, produzioni) di poter accedere ad una fonte di nuova drammaturgia.

Posso vedere un numero per capire com’è?

Al momento per ogni numero pubblicato è possibile visualizzare un’anteprima (senza i testi in esso raccolti, ma solo come assaggio del layout e della struttura) facendo clic sul link “preview” a destra del numero scelto.

Gratis, e dov’è la fregatura?

Nessuna, ci piace definire perlascena come un’operazione “dal basso”, ideata e gestita da una redazione che a titolo completamente gratuito opera per offrire visibilità a tutti quegli autori che avvertono la mancanza di strumenti e occasioni nel mondo della drammaturgia italiana. La redazione stessa è composta da autori che, occasionalmente, pubblicano i propri testi in una apposita rubrica denominata un po’ ironicamente “fuori concorso”. Il nostro obiettivo è che la redazione possa nel corso del tempo ampliarsi, avvalendosi della collaborazione (sempre gratuita) di altri autori per la selezione dei testi da pubblicare.

Ma il mio testo com’è tutelato? Io sono iscritto alla SIAE, anzi no.

Circa la forma di tutela che puoi porre sui tuoi testi in caso di pubblicazione, come potrai notare dai precedenti numeri pubblicati, non consideriamo indispensabile un’iscrizione alla SIAE, molti autori lo sono e possono avvalersi di tale tutela nel momento in cui il loro testo dovesse essere rappresentato, altri invece non sono iscritti alla SIAE e pongono sui propri testi una protezione secondo i criteri definiti dalle Creative Commons Italia (http://www.creativecommons.it/). Come saprai il diritto d’autore esiste a prescindere dalla SIAE, nel sito indicato troverai di fatto una serie di forme di contratto configurabili definite da un gruppo di lavoro esperto in materia che ha definito, a livello mondiale, alcuni semplici criteri di limitazione delle opere pubblicate su internet formalizzati in contratti standard ai quali fare riferimento, principalmente suggeriamo la CC BY-NC-ND 3.0, sigla un po’ complessa ma che sta ad indicare: BY = Attribuzione (è obbligatorio indicare l’autore, sempre) – NC = Non commerciale (nessuno la può utilizzare per trarne profitto senza il permesso dell’autore, il che vuol dire che se poi va in scena l’autore potrà dare il permesso dietro pagamento se vuole) – ND = Non opere derivate (che nessuno può modificare l’opera per farne altre derivatie) – 3.0 Italia (la versione del contratto).

Come faccio ad avere i numeri arretrati?

E’ sufficiente abbonarsi ed oltre ad una prima mail di conferma dell’iscrizione si riceverà un’ulteriore messaggio con in allegato un file .ZIP contenente tutti gli arretrati.

Allora posso pubblicare un mio testo sulla rivista?

Certo, perché no? Se il suo testo è un testo “per la scena”, ovvero un testo scritto per il teatro, può inviarlo alla redazione come specificato nella sezione di iscrizione autori e, se sarà selezionato dalla redazione, sarà pubblicato in uno dei numeri successivi (non necessariamente in quello immediatamente seguente).

Ma devo pagare per pubblicare un mio testo teatrale?

No, certo che no. Non siamo tra quelli che vogliono guadagnare sulle aspettative di successo di chi scrive.

Ma accettate solo inediti?

Non solo, preferiamo testi inediti ma accettiamo anche testi già rappresentati e anche premiati. Il nostro obiettivo è dare un’occasione in più a quelle esistenti per quei testi che riteniamo interessanti.

Ma di che lunghezza deve essere un testo?

Pubblichiamo testi di varia lunghezza, dal corto minimo (1 minuto) ad opere costituenti spettacolo completo. Naturalmente però, al fine di offrire una maggiore facilità di lettura ai nostri abbonati, non possiamo che privilegiare testi di media e breve lunghezza.

Allora mando tutti i miei testi!

Fermo lì! Non siamo in cinquanta in redazione, ogni autore può inviare al massimo due testi per l’uscita di ogni numero.

Ma allora siete un po’ come i siti dei copioni da scaricare?

Non proprio, le modalità con le quali operiamo funzionano in una logica push e non pull. In altre parole: nei siti dove sono archiviati i copioni è l’utente che deve andare a cercare un testo che lo possa interessare tra centinaia di testi, spesso con logiche legate al numero e al sesso degli autori. “perlascena” opera in una diversa modalità, la rivista con i testi selezionati è inviata direttamente nella casella di posta dell’abbonato, pronta per essere stampata o letta a video, sono quindi i testi che arrivano direttamente al possibile lettore e non il lettore che deve andare a prenderseli sul sito, seppur magari avvertito da una mail di segnalazione. In conclusione: noi offriamo un “prodotto” finito, leggibile, filtrato, e lo portiamo direttamente dai nostri iscritti (registi, attori, produttori, compagnie) senza chiedere loro nessuno sforzo.

Ma se mi iscrivo poi mi tartassate di mail?

I nostri iscritti non saranno mai tartassati di mail pubblicitarie, non ci affidiamo a logiche di questo tipo per qualche ritorno economico. In funzione delle iniziative che perlascena potrà mettere in atto, sempre comunque al fine di valorizzare i testi e gli autori pubblicati nella rivista, potremo periodicamente informare i nostri iscritti delle iniziative stesse e del loro esito, niente di più.

Potete darmi un giudizio su un mio testo?

No, siamo autori e per politica redazionale non facciamo critica. Pubblichiamo ciò che reputiamo interessante offrendo al testo e all’autore una ulteriore possibilità, senza per questo dare giudizi di merito sul testo o sull’autore.

Accettate anche cose in dialetto?

Pur non escludendo tale eventualità concentreremo la nostra attenzione esclusivamente su testi che del dialetto fanno un uso “alto”, non prediligendo quindi quei testi che usino forme vernacolari per una facile caratterizzazione o in memoria di un teatro “non dell’oggi”.

Pubblicate drammi storici, commedie brillanti, farse…?

Prima di inviare qualsiasi testo, per favore, fate riferimento al nostro progetto, scaricabile sul sito e, soprattutto, leggete quanto già pubblicato (o almeno dateci un’occhiata), giusto per avere un’idea del territorio entro cui ci muoviamo.

Posso collaborare con voi?

Certo, la nostra iniziativa è però portata avanti dalla redazione a solo titolo gratuito, non potrà quindi che essere questa la forma di collaborazione possibile.

Credo che il progetto sia interessante, come posso dare una mano alla sua diffusione?

Prima di tutto grazie. Scarica poi i nostri volantini da questa pagina, stampali (a colori o in bianco e nero), piegali e tagliali, lasciali poi nel teatro a te più vicino, in alternativa stampali a tutta pagina come locandina, oppure inoltra il link a chi può farlo, o inviali per e-mail alle persone che conosci, pubblicali sul tuo sito, sul tuo blog, su facebook e se proprio vuoi buttarli via… lanciali dalla finestra. se poi vuoi farci un ulteriore regalo: scatta una foto con uno dei volantini di fronte al teatro dove li hai lasciati (in stile nano da giardino di Amelie, per intenderci) e mandacela a redazione@perlascena.it, la pubblicheremo e forse convincerà altri a fare la stessa cosa.

Esisterà mai una versione cartacea?

Al momento la cosa non è nei nostri piani, un giorno, forse. E comunque “perlascena” è già anche in versione cartacea, basta che ognuno se la stampi, per sé o per “abbandonarla” in un teatro, in una sala d’attesa o in qualunque altro locale pubblico.

Credo di non avere altre domande.

Buona lettura allora.

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